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di Lorenzo Cimino

Strasburgo, una città francese dal nome tedesco, simbolo del Revanscismo di fine Ottocento, sul confine con la Germania, è sede permanente del Parlamento europeo, istituzione dell’Unione Europea, del Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale fondata nel 1949 con il Trattato di Londra ed estranea all’UE, e della Corte europea dei diritti dell’uomo. È a pieno titolo la capitale politica d’Europa.

L’Unione Europea è una struttura istituzionale complessa, introdotta dal Trattato di Maastricht (o Trattato dell’Unione europea), assai noto all’opinione pubblica, in vigore dal 1993. Tuttavia l’Unione non è altro che l’ultimo tassello di un percorso nato nel 1951, dal mercato comune all’unione politica e monetaria di fine secolo. L’organizzazione comunitaria poggia su sei diversi organi:

Il Consiglio europeo, organo di impulso politico, è composto dai Capi di Stato o di Governo degli stati membri e dal presidente della Commissione. È rappresentato dal Presidente del Consiglio europeo;

Il Consiglio, coordinatore delle politiche generali di tutti gli stati membri, presieduto a turno da ciascuno dei componenti per sei mesi.

La Commissione europea, organo di propulsione decisionale con poteri di iniziativa normativa, amministrativa e di controllo. La composizione della Commissione è approvata dal Parlamento, che esprime un voto di fiducia.

La Corte di Giustizia è l’organo giurisdizionale che assicura il rispetto dell’applicazione del Trattato dell’unione europea;

La Corte dei Conti;

Il Parlamento europeo è un organo rappresentativo, eletto dai cittadini europei a suffragio universale e diretto (dal 1979). Sua prerogativa è, tra le altre, la procedura legislativa, non esclusiva, ma come codecisore. Essenziale è inoltre la funzione di controllo verso la Commissione.

Ventotto stati (ventisette dal 2019) e quasi mezzo miliardo di cittadini sono rappresentati all’interno del Parlamento europeo da 751 eurodeputati, destinati a diminuire in seguito al Brexit.

I lavori della macchina parlamentare si dividono tra le sedi di Bruxelles e di Strasburgo, ed è la seconda a ospitare la seduta plenaria una volta al mese, come stabilito all’interno del trattato. Alla seduta plenaria partecipano anche rappresentanti della Commissione e del Consiglio dell’Unione europea. Essa segue, per motivi di organizzazione, un ordine del giorno prestabilito, fissato dalla conferenza dei presidenti dei gruppi politici; così come segue uno schema già fissato tutto il lavoro burocratico-amministrativo del PE, vista la complessità della struttura e le numerose sottostrutture che permettono l’interazione tra gli organi.

Solleva dubbi circa l’opportunità di mantenere la sede di Strasburgo, il cui uso come si è detto è limitato, il costo elevato che essa comporta, per gestione e trasferimento di dipendenti e funzionari. Quello del “costo della politica” è un tema che l’opinione pubblica recepisce con elevata reattività, ma, a mio parere, svuota di significato il motivo dei costi stessi. Da una parte la politica a costo zero non esiste, dall’altra basta veramente poco per rendersi conto di quanto giochi un ruolo fondamentale negli equilibri sociali il dare fisicità alla democrazia, alle sue istituzioni. In democrazia la forma è sostanza, e con questo non si voglia giustificare lo spreco.

Ciò che la sede di Strasburgo rappresenta per l’intera tenuta dell’Unione non è solo una previsione convenzionale, non è solo il capriccio di una nazione che non vuole rinunciare al suo protagonismo, non è un mero dato oggettivo senza senso, è un simbolo.

Lo è di una pace tra due nazioni, tra tutte le sovranità europee, rappresenta l’unità dell’intento sostanziale comunitario, incompleto sì, ma che senza la base di una forma solida e autorevole difficilmente si perfezionerà. Ed è la stessa struttura del palazzo Louise Weiss a suggerire la direzione alle istituzioni dell’Unione europea: un continuo sviluppo e ampliamento, un’evoluzione che garantisca capacità di adattamento a un organismo come il Parlamento, che traina tutto il resto dall’alto della sua legittimazione popolare.

 

Guarda la galleria di immagini del viaggio a Strasburgo.

 

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Valore al lavoro, al via la prima edizione della Summer School della Cgil di Monza e Brianza

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In collaborazione con l’Associazione Alisei, un corso di formazione di 15 ore destinato ai lavoratori giovani, ma anche ai disoccupati, ai precari e agli autonomi

I posti disponibili sono 35 e gli interessati possono avanzare la propria candidatura entro il 10 giugno scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. È previsto un contributo di iscrizione di 25 euro, mentre il corso è totalmente gratuito per gli iscritti alla Cgil. Tutte le informazioni sul corso si trovano sul sito della Cgil di Monza e Brianza all’indirizzo www.cgilbrianza.it

 

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Si rinnova l’impegno per i giovani anche nel 2022, con un percorso dedicato a diritti e cittadinanza. ISCRIZIONI APERTE FINO AL 21 APRILE SCRIVENDO A Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L'ottava edizione della Scuola di Formazione Politica dell’Associazione Alisei dal titolo “Fondata sul lavoro” è destinata a giovani tra i 16 e i 21 anni di Monza e Brianza.

L’edizione 2022 sarà incentrata sul tema del rapporto tra cittadinanza e lavoro, con particolare attenzione rivolta al tema dei diritti. Sei gli appuntamenti previsti tra lezioni teoriche, laboratori e sperimentazioni pratiche, con la collaborazione di numerosi esperti e specialisti. Le lezioni si terranno il giovedì dalle 15 alle 18, dal 21 aprile al 26 maggio. Il percorso si concluderà a giugno con una visita guidata alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica, a Roma.

La partecipazione alla Scuola è gratuita con la tessera dell’Associazione Alisei.

Ci si iscrive entro il 21 aprile, inviando la propria candidatura a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..