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di Marco Saletti

Da molti anni la questione ambientale è diventata argomento di prioritaria importanza, sia a livello locale, su specifici territori con intensa concentrazione industriale e di popolazione, che a livello planetario, moltiplicando gli stessi effetti evidenziati a livello locale per migliaia di volte con conseguenze negative globali sempre più evidenti e accertate da ricerche scientifiche.

Dalla rivoluzione industriale del XVIII secolo ad oggi, l'umanità ha sfruttato in modo crescente le risorse naturali del pianeta per ottenere l'energia e le materie prime da trasformare in prodotti finiti.

Tale ciclo economico, che ha preso avvio in Europa e successivamente negli USA e nel resto del mondo, ha radicalmente cambiato le condizioni di lavoro, di produzione e di vita di milioni di persone, attivando flussi di migrazione, attirando nelle città industriali masse di popolazione che abbandonavano le campagne e le produzioni agricole, faticose e con scarsi guadagni.

Fabbrica di cotone a Columbus Georgia USA

Si è passati da un'economia contadina e di commercio, in cui le famiglie povere dovevano provvedere al proprio sostentamento producendo in proprio tutti i beni necessari con un consumo di energia e di materie prime molto limitate, ad una economia nella quale le nuove macchine industriali aumentavano sempre più le produzioni di quasi tutti i beni necessari alla sopravvivenza e di vestiario, divorando però crescenti quantità di energia e materie prime, immettendo nell'ambiente quantità di inquinanti che il ciclo naturale non è più in grado di smaltire agevolmente.

Il progresso tecnologico ha reso possibile, inoltre, mettere a punto impianti industriali in grado di produrre quantitativi che non sarebbe mai stato possibile ottenere, neanche aumentando l'occupazione a dismisura.

Lo sfruttamento della forza del vapore applicato a macchine per le produzioni industriali e per i trasporti, fu il motore che per molti anni alimentò questo modello economico.

L'estrazione di minerali ferrosi, metalli e carbone crebbe rapidamente e altrettanto crebbero le industrie che producevano acciaio di cui questo modello di sviluppo aveva sempre più bisogno.

Un'ulteriore impulso a questo modello di sviluppo fu dato dalla diffusione dell'utilizzo dell'energia elettrica sempre derivante dal carbone e da impianti sempre più potenti e complessi capaci di produrre energia e rifornire città e industrie immettendo quantità crescenti di CO2 in atmosfera.

La ricchezza prodotta da questi cambiamenti fu accumulata da nuove dinastie industriali, le quali compresero come la nuova economia avesse una velocità di rendita sugli investimenti molto superiore a quella del latifondo e del lavoro agricolo di masse di contadini.

La scarsissima redistribuzione delle enormi ricchezze accumulate dalla classe industriale, l'assenza di diritti e le misere condizioni di vita e di lavoro di milioni di lavoratori (donne e ragazzi compresi) portò a rivolte, a scioperi e alla nascita e diffusione del pensiero marxista e del socialismo.

Ben pochi, però, all'epoca si preoccupavano dell'ambiente e dell'inquinamento di aria e acqua, c'era l'illusione che le risorse fossero inesauribili (come le possibilità di guadagno) e che prima o poi il progresso della tecnologia avrebbe permesso di eliminare gli inquinamenti e avrebbe consentito il dominio dell'uomo sulle forze della natura.

Caricatura del Punch Magazine riguardo linquinamento del fiume Tamigi 1858

La scoperta del petrolio verso la fine del XIX e della sua capacità di sostituire il carbone con migliori e maggiori rendimenti nei processi industriali e la sua applicazione ai neonati motori a scoppio determinò una svolta enorme.

Ettore Bugatti e Eugène de Dietrich su una delle prime automobili della storia primi anni del 900

Il modello economico basato sul carbone stava tramontando, in breve tempo la benzina e il gasolio avrebbero permesso di spostare persone e merci a velocità sempre maggiori e su distanze sempre più grandi, riducendo i tempi di produzione, di trasporto per raggiungere i mercati più lontani e soprattutto i tempi per realizzare guadagni incalcolabili.

La diffusione dell'automobile privata per gli spostamenti delle persone e delle famiglie e la tendenza al consumo di sempre maggiori prodotti, portò alla diffusione dei camion per il trasporto di merci da un capo all'altro di uno Stato o di un continente, seguita dal rapidissimo sviluppo dell'aereo con le sue capacità di trasportare persone e merci in ogni angolo del mondo nel giro di poche ore. Tutto ciò segnò un "progresso" nelle possibilità di scambi commerciali e di conoscenza fra le culture.

Oggi, nell'epoca di internet e del consumismo online, dove le informazioni viaggiano nel mondo alla velocità della luce, si ha l'impressione di essere circondati da montagne di veleni sotterrati da anni, da fonti di inquinamento che non si riesce a mettere sotto controllo o eliminare. 

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